Il social housing amplia il modello dell’edilizia residenziale pubblica tradizionale: non si limita alla realizzazione di alloggi, ma integra residenza, servizi condivisi, spazi collettivi e percorsi di animazione sociale.
Dalla casa popolare intesa come risposta abitativa essenziale si passa così a un sistema più articolato, in cui lavanderie comuni, cucine condivise, corti interne e aree aggregative contribuiscono a costruire luoghi di relazione, inclusione e qualità dell’abitare.
Questa trasformazione rappresenta una sfida complessa nell’ambito della rigenerazione urbana e delle opere pubbliche: richiede infatti una visione in cui architettura, strutture, impianti ed energia siano coordinati all’interno di un processo tecnico unitario.
Rigenerazione urbana e social housing: recuperare edifici dismessi per nuovi servizi abitativi
Il social housing consente di trasformare immobili dismessi o inutilizzati in nuovi servizi abitativi, contribuendo alla rigenerazione di porzioni di città già costruite e limitando il consumo di nuovo suolo.
In questa prospettiva, il recupero dell’esistente non riguarda solo il cambio di destinazione d’uso, ma richiede una valutazione complessiva delle condizioni dell’edificio, delle prestazioni energetiche, degli aspetti strutturali e delle nuove funzioni da inserire.
Dal punto di vista tecnico, la riconversione di edifici esistenti richiede un’attenta analisi strutturale, una pianificazione impiantistica coerente e una gestione puntuale dei requisiti energetici e ambientali. In questo ambito, 3+Progetti opera come società di ingegneria con sede a Torino, integrando prescrizioni quali i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e il principio DNSH (Do No Significant Harm) all’interno dell’iter progettuale.
Dalla scelta dei materiali alle soluzioni per l’efficientamento energetico, la progettazione integrata è lo strumento che permette di coordinare vincoli tecnici, obiettivi sociali e requisiti prestazionali lungo tutto il ciclo dell’opera.
Social housing e metodo multidisciplinare: i casi studio di Legnano e Collegno
Il nostro approccio pragmatico trova riscontro operativo in due importanti interventi di edilizia residenziale sociale finanziati attraverso la Missione 5, Componente 2, Investimento 2.3 del PNRR, focalizzati sulla trasformazione di strutture dismesse in poli abitativi e sociali.
Social Housing Legnano Mille
Il progetto riguarda la riqualificazione dell’ex caserma dei Carabinieri di Legnano (MI), in Via dei Mille: un immobile dei primi anni del Novecento sviluppato intorno a una corte interna e oggetto di cambio di destinazione d’uso a edilizia residenziale sovvenzionata.
L’intervento, promosso dal Comune di Legnano all’interno del programma PINQUA, ha un valore di 1,2 milioni di euro.
Le attività di 3+Progetti comprendono:
- progettazione definitiva ed esecutiva;
- Coordinamento Sicurezza in fase di Progettazione (C.S.P.);
- Direzione Lavori Generale;
- Direzione Operativa strutture e opere edili;
- diagnosi energetica.
Il percorso progettuale si è sviluppato nel periodo 2022-2023, mentre la Direzione Lavori è prevista nel periodo 2024-2026.
L’intervento prevede la realizzazione di 14 alloggi e 4 camere per il social housing temporaneo, integrando spazi comuni (soggiorno-cucina e lavanderia) e la valorizzazione della corte come luogo di socializzazione bioclimatica. L’efficientamento dell’involucro edilizio, con cappotto termico e infissi ad alte prestazioni, si inserisce in un percorso progettuale orientato al rispetto dei vincoli CAM e DNSH.
Social Housing Collegno
Il progetto interessa l’ex sede degli ambulatori dell’ASL TO3 in Via Oberdan 10, a Collegno (TO). L’intervento, promosso dal Comune di Collegno, ha un valore di 1,4 milioni di euro ed è orientato alla conversione dell’edificio in disuso in una struttura di edilizia residenziale sociale.
Le attività di 3+Progetti comprendono:
- progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE);
- Direzione Lavori Generale;
- Direzione Operativa;
- Coordinamento Sicurezza in fase di Esecuzione (C.S.E.).
Il percorso ha previsto la redazione del PFTE nel 2023, mentre per il periodo 2025-2026 l’incarico riguarda la fase di Direzione Lavori e coordinamento operativo.
L’intervento prevede 24 alloggi complessivi, di cui 4 adattati per utenti con disabilità, oltre a servizi collettivi come lavanderia, cantina comune, deposito biciclette e spazio aggregativo multifunzione al piano terra.
Il progetto combina consolidamento strutturale, riqualificazione energetica e verifica degli standard minimi per gli edifici residenziali. Anche in questo caso, il rispetto dei criteri CAM e dei vincoli DNSH si inserisce nel quadro tecnico e ambientale previsto dai finanziamenti PNRR.
Dal progetto al cantiere: direzione lavori e controllo del processo
La fase esecutiva è il momento in cui le scelte definite in fase progettuale devono essere coordinate, verificate e rese operative all’interno del cantiere.
La direzione lavori e il coordinamento della sicurezza assumono quindi un ruolo centrale nella gestione di tempi, lavorazioni, interferenze e conformità. Nei cantieri PNRR e nelle opere pubbliche, questo significa mantenere un controllo costante sul processo, garantendo coerenza tra progetto, requisiti tecnici e avanzamento dell’intervento.
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